La rete M5S nelle istituzioni: interrogazione al senato sui cantieri eterni a Napoli

Cantieri eterni e spazi di cultura negati

Questo è l’esempio di rete nelle istituzioni del Movimento 5 stelle! Partendo dalla Sesta e Nona Municipalità, passando per il Consiglio comunale, fino ad arrivare in Senato.

La senatrice del Movimento 5 stelle Silvana Giannuzzi, partendo da intervento in Consiglio di Marta Matano, ha presentato un’interrogazione al Ministro dei Beni Culturali sui cantieri eterni del Supercinema a S. Giovanni, il Cinema Maestoso a Barra e il Teatro del Polifunzionale a Soccavo per denunciare la vergognosa inadempienza dell’amministrazione De Magistris.

L’iniziativa ha lo scopo di porre l’attenzione del MiBAC sulla cultura negata nelle periferie di Napoli, visto lo stato di abbandono in cui versa l’offerta socio-culturale delle periferie, derivante da un’azione amministrativa dell’amministrazione De Magistris, inadeguata nei fatti nonostante le dichiarazioni del Sindaco.

Qui l’interrogazione “Atto n. 4-01338 ” Pubblicato il 26 febbraio 2019, nella seduta n. 94

Rassegna stampa

Corriere del Mezzogiorno

Il Mattino

La cronaca di Napoli

A seguire il testo dell’interrogazione “Atto n. 4-01338“, pubblicato il 26 febbraio 2019, nel corso della seduta n. 94:

GIANNUZZI , PRESUTTO , CASTELLONE , GAUDIANO , GALLICCHIO , PELLEGRINI Marco , PIRRO , ACCOTO , RICCIARDI , ANGRISANI , DI MICCO , NOCERINO , CAMPAGNA , PUGLIA , VACCARO , LICHERI , LOREFICE , COLTORTI

– Al Ministro per i beni e le attività culturali. –

Premesso che secondo quanto risulta agli interroganti:

il 12 febbraio 2019, nel corso della seduta del Consiglio comunale di Napoli, la consigliera Matano prendeva la parola per denunciare la grave situazione di stallo nella riqualificazione delle strutture dell’ex supercinema di San Giovanni a Teduccio, del cinema Maestoso di Barra e del teatro presso il polifunzionale di Soccavo;

rilevato che:

nelle zone interessate da questa riqualificazione è particolarmente sentita l’esigenza di luoghi di scambio culturale e di socializzazione, finalizzata alla costruzione di un’aggregazione sociale positiva, e queste strutture fatiscenti, appartenenti al patrimonio comunale, dovevano essere recuperate per arricchire l’offerta culturale sul territorio cittadino delle periferie;

il recupero della struttura dell’ex supercinema di San Giovanni a Teduccio si inserisce già nel lontano 1996 nei piani di riqualificazione urbana all’interno del progetto “teatri di Napoli“. Il progetto fu finanziato con 1,3 milioni di euro, più altri 639.000 euro aggiunti nel 2008. Malgrado le risorse già stanziate i lavori di recupero sono fermi, col risultato di far andare in malora anche quelli parzialmente già eseguiti;

per il recupero del cinema Maestoso di Barra la vicenda parte nel 2001 e prosegue nel 2002 con lo stanziamento di circa 4 milioni di euro, di cui circa 1,3 milioni immediatamente spesi per opere strutturali non differibili. Poi tutto si ferma fino al 2015, quando, dopo un aggiornamento del computo metrico e dei prezzi, si stima in ulteriori 4 milioni di euro l’importo per completare i lavori. Si procede allora ad uno stralcio per circa 1,2 milioni di euro per il completamento delle opere murarie e degli impianti con bando di gara e aggiudicazione provvisoria. Tuttavia i lavori non sono mai iniziati;

la vicenda del Teatro Polifunzionale di Soccavo parte nel 2011 con un progetto ambizioso che prevedeva un teatro all’avanguardia di circa 400 posti. A fronte di uno stanziamento iniziale di 1,2 milioni di euro risulta completata solo la torre est del Polifunzionale, mentre la struttura centrale versa ancora in condizioni di stato grezzo, con all’interno discariche abusive di rifiuti e scarsa sicurezza in quanto la struttura è completamente accessibile a chiunque. Ad oggi, il costo stimato per il completamento del recupero del teatro, è di circa altri 2 milioni di euro,

si chiede di sapere:

se il Ministro in indirizzo sia a conoscenza della situazione denunciata;

quali iniziative di propria competenza intenda intraprendere affinché tali strutture, tese a valorizzare, promuovere e offrire servizi stabili di promozione culturale e di aggregazione sociale particolarmente importanti ai fini della tenuta sociale su territori di periferia fortemente disagiati, possano finalmente vedere la luce.

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